venerdì 17 luglio 2009

Dal marketing a Facebook, l'attività 2008 del Garante della privacy

ROMA (2 luglio) - Oltre 520 provvedimenti collegiali adottati, 321 ricorsi, 1058 quesiti a cui si è dato risposta, 21 pareri resi al governo e al Parlamento. Sono alcune delle cifre presentate dal presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nel corso della esposizione della attività 2008 al Senato.

I provvedimenti collegiali sono stati 524. Un incremento rilevante si è registrato nelle «risposte a segnalazioni e reclami», passate dalle 3.078 nel 2007 alle 5252 del 2008. In particolare i provvedimenti hanno riguardato i settori della telefonia, della sanità, del credito al consumo, internet, giornalismo, videosorveglianza, pubblicità indesiderata.

Nel 2008 i ricorsi presentati sono stati 321, un dato stabili rispetto al 2007, la maggioranza dei quali relativi a banche e finanziarie, datori di lavori pubblici e privati, amministrazioni pubbliche.

Il Garante ha dato risposta a 1058 quesiti posti da soggetti pubblici e privati, in maggioranza riguardanti sanità, trasparenza amministrativa, videosorveglianza, fascicoli personali dei dipendenti.

Il Collegio ha reso 21 pareri al governo e al Parlamento, in materia di banche dati e di informatizzazione della pubblica amministrazione, attività di polizia, giustizia, banche e imprese. 500 le ispezioni effettuate nel corso del 2008, un dato che fa registrare una progressione costante. I controlli, si sottolinea nella relazione hanno riguardato diversi settori, in particolare i sistemi di videosorveglianza, gli istituti di credito, l'amministrazione finanziaria, gli operatori telefonici e le cliniche private.

Sono aumentate del 30% le violazioni amministrative contestate che hanno raggiunto la cifra di 338. Una parte consistente di queste violazioni ha riguardato le attività promozionali indesiderate o l'attivazione di servizi non richiesti tramite call center. I proventi riscossi a titolo di pagamento delle sanzioni sono passati dagli 814.625 euro del 2007 a 1.062.000 euro nel 2008. Oltre 335.000 euro sono stati pagati per estinguere il reato in materia di misure di sicurezza.

Sul fronte dell'attività di relazione con il pubblico l'Urp del Garante ha fatto registrarecirca 40.000 contatti, con quasi 20.000 e mail trattate nel corso dell'anno.

Nella relazione si sottolinea l'approvazione di importanti linee guida, in particolare, riguardo all'attività dei periti e dei consulenti dei magistrati, l'attività degli amministratori di sistema, le sperimentazioni cliniche dei farmaci, il fascicolo sanitario elettronico.

Il Garante ha adottato anche alcuni provvedimenti generali per specifici settori: in particolare, la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e telematico conservati a fini di giustizia; la 'rottamazione' sicura di pc e cellulari; la semplificazione per imprese e P.a. delle procedure per l'adozione delle misure di sicurezza; la semplificazione degli adempimenti in caso di fusioni e scissioni societarie. Inoltre, è stato varato il Codice di deontologia per le investigazioni difensive, che fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati.

Sul fronte delle telecomunicazioni gli interventi hanno riguardato la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, misure di sicurezza per le intercettazioni, bollette telefoniche con ultime tre cifre in chiaro. Interventi anche nell'ambito del giornalismo e dell'informazione, in particolare, riguardo alle cronache giudiziarie, tutela dei minori e delle vittime di violenza, notizie su minori adottati, dati sullo stato di salute e sulle vita sessuale, archivi giornalistici on line.

Per quanto riguarda le attività di marketing il Garante è intervenuto in ambito di telefonate indesiderate e call center, attivazione di servizi non richiesti, 'profilazione' a fini commerciali di utenti e clienti, 'carte di fedeltà' della grande distribuzione.

Nell'ambito della publica amminsitrazione il Garante è invece intervenuto in materia di misure di sicurezza per l'Anagrafe tributaria, accertamenti fiscali, trasparenza degli emolumenti pubblici, interconnessione e sicurezza delle banche dati, redditi on line.

Interventi anche sul fronte della sanità, del lavoro, di giustizia e polizia (con particolare riguardo alle misure di sicurezza per gli uffici giudiziari, banche dati dna, ced del Dipartimenti di pubblica sicurezza, periti e consulenti dei giudici, censimento dei nomadi), nuove tecnologie (intervento relativo a Google street view e servizi satellitari, geolocalizzazione, software spia applicabili ai cellulari), scuole e università, vita sociale, sistema impresa.

Sul fronte di internet gli interventi più rilevanti del Garante hanno riguardato Facebook e i social network, i motori di ricerca, l'illegittima conservazione dei dati sulla navigazione in rete, la condivisione di files musicali.

Infine nell'ambito del sistema bancario, finanziario e assicurativo, gli interventi più significativi hanno riguardato la semplificazione degli adempimenti per i sistemi di informazione commerciale, l'accesso e utilizzo ai dati dei clienti delle banche, le misure di protezione, i sistemi antifrodi.

Nella relazione trova spazio anche un capitolo dedicato alla attività internazionale. «Importante» viene definitiva l'attività del Garante nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione europee (WP29) in particolare riguardo ai sistemi Rfid, gli standardi antidoping, la tutela dei minori, le comunicazioni elettroniche, le regole vincolanti di impresa, i dati dei passeggeri aerei. Attività intensa anche nell'ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e nel WPPJ, il Gruppo di lavoro istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della giustizia, che ha visto riconfermato per altri due anni il ruolo di presidenza al Garante italiano.

fonte mesagerro.it

Le accuse alla Nokia al servizio del Vevak, le spie di Khamenei e Ahmadinejad

L’opposizione boicotta Nokia e Siemens che avrebbero dotato i servizi segreti di strumenti di controllo dei telefoni. La potente organizzazione spionistica commina direttamente torture e decapitazioni. Ed è alleata con i pasdaran e i bassij per sconfiggere ogni sussulto democratico.


Teheran (AsiaNews) - L’opposizione contro Ahmadinejad ha usato mezzi elettronici per organizzare e moltiplicare le proteste di un mese fa. La prima reazione del regime è stata di scatenare contro di loro i “volontari della rivoluzione”, la brutalità dei bassij. Ma dietro le milizie armate esiste anche il “Vevak”, i servizi segreti interni. Essi dipendono dal cosiddetto “Ministero dell’Informazione”, con un personale stimato sui 20 mila agenti. Questo strumento è a disposizione del presidente e della guida suprema Alì Khamenei, in altre parole alla “linea dura” del regime. Un tempo, quando Rafsanjani era presidente, egli aveva usato il Vevak per una politica di “terrorismo di Stato” a grande livello, minacciando e alcune volte uccidendo opponenti iraniani anche in paesi occidentali. Yves Bonnet, ex direttore della DST (servizi anti-spionaggio francesi), parla di 33 mila esecuzioni commesse in due mesi nel 1988 su ordine di Khomeiny, e ricorda che in alcuni Stati, come il Canada, il Vevak è considerato una “organizzazione terrorista”[1].

Oggi, il Vevak continua a disporre di proprie prigioni e commina direttamente tortura e decapitazioni. Il Vevak lascia la strada al controllo di Pasdaran e ai Bassij; i suoi ambiti sono invece lo spionaggio degli iraniani e la propaganda. Entrambi sono molto usati in questi tempi per bloccare il movimento riformista e democratico.

In questi giorni si è diffusa la notizia che Nokia e Siemens, due compagnie europee che producono telefoni cellulari e le commercializzano in Iran (soprattutto Nokia), avrebbero venduto alle autorità iraniane sofisticate tecnologie di sorveglianza. La diffusione di quest’informazione ha provocato un boicottaggio dei prodotti Nokia in Iran. Negli anni passati, alcuni appelli al boicottaggio di firme “anti-islamiche” e “sioniste” erano stati provocati o sostenuti da compagnie straniere concorrente. Ma questa volta si tratta di un’operazione di propaganda molto utile al Vevak. Nella presente crisi economica, quanti iraniani possono comprare un altro telefonino? Preferiranno piuttosto astenersi dall’uso e non invieranno messaggi troppo pericolosi.

Ciò non significa che la notizia è falsa. Da anni, a Teheran, nelle riunioni “sensibili” di alto livello - commerciale, giornalistico o politico - è uso lasciare il telefonino all’ingresso o in una stanza separata. Si sa infatti che il Vevak potrebbe usare qualsiasi telefonino in “standby” come microfono. Questo è però spionaggio ad alto livello. Ma per attuare pratiche contro quasi tutti i cittadini serve la sorveglianza degli sms: a Teheran, chi non ha mai ricevuto e inoltrato una barzelletta contro il clero o contro Ahmadinejad? La paura di essere accusati provoca l’autocensura da parte di molti. Misure come il blocco delle comunicazioni - altro mezzo tecnico usato dal Vevak durante questo periodo critico - serve a indebolire l’opposizione, ma anche ad accreditare l’idea di uno Stato onnipresente, onnipotente.

Per manipolare l’opinione, il Vevak usa anche altri strumenti. Crea istituzioni di carità ad es. per le vittime in Irak o in Libano, mettendo in luce la bontà dell’Iran e la malvagità dell’Occidente[2]. Un mezzo speciale per manipolare l’opinione pubblica è l’invito di personalità occidentali in viaggi organizzati dal Vevak: le belle cose sull’Iran che diranno poi su Cnn o sulla Bbc serviranno non tanto a convincere l’Occidente ad adottare un regime di “Repubblica islamica”, ma piuttosto a convincere i moltissimi uditori iraniani che in fondo, nel loro Paese non va così male.

In 30 anni d’esistenza, il regime iraniano ha imparato a mantenere il potere. Il Vevak gioca lo stesso ruolo che aveva la brutale Savak nel regime dello Scià. Una delle spiegazioni della caduta del regime dei Pahlavi è proprio il passaggio di responsabili ed agenti Savak al campo khomeinista. Oggi, una tale “migrazione” sembra assai improbabile, anche se Rafsanjani ha ancora contatti e reti parallele costituite anni fa in questi servizi ormai affidati ai suoi avversari politici.

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[1] BONNET Y., Vevak, Au service des ayatollahs, Paris, (Timée-Editions) 2009, 454 pagg.

[2] I cosiddetti danni collaterali nelle guerre in Iraq e in Afghanistan, o i discorsi provocatori di Bush Jr. o di Sharon sono stati utilissimi per demotivare l’opposizione in Iran.

fone asia news

jammere cellulari spiati da aereo spia roma G8 Aquila

Il telefonino squilla. Le tacche dell'antenna sono tutte lì, a dirvi che la potenza del segnale c'è. Eppure quando «sollevate» il ricevitore, insomma, quando premete il tasto verde per accettare la chiamata, nell'auricolare la voce gracchia, va e viene, scompare. Finché il segnale cade. Nel frattempo, senza che possiate accorgervene, sopTELEFONINI MUTI - L'imminenza dell'importante appuntamento internazionale, che vedrà gravare su Roma centinaia di delegazioni dirette al capoluogo abruzzese, avrebbe già portato nella Capitale le prime conseguenze in termini di disagi avvertiti dalla popolazione: i cellulari di centinaia di romani e turisti, da qualche giorno, funzionano «a singhiozzo». Problemi di connessione e comunicazione nei pressi di palazzo Grazioli; difficoltà in piazza Santi Apostoli; strani silenzi intorno a via Veneto (vicino all'ambasciata Usa); linee in crisi tra piazza Augusto Imperatore e piazza Barberini. Le tante chiamate ai gestori delle compagnie di telefonia mobile confermano il sospetto che in città siano già attivi i dispositivi «jammer»: apparecchi in grado di mettere a tacere i cellulari. Impianti di sicurezza fondamentali nella prevenzione di attentati: le autobomba possono essere innescate con un segnale Gsm, spiegano gli esperti di sicurezza. Ma alcuni esperti minimizzano: forse sono in corso test con i jammer, ma si tratta di apparecchi utilizzati solo al passaggio dei cortei ufficiali. Più che altro, insistono i più prudenti, si sta diffondendo la «psicosi da G8».
ra la vostra testa vola silenzioso un «drone», un aereo-spia: di quelli che l'Aeronautica Militare italiana ha acquistato dagli Stati Uniti e che già cominciano a volare su Roma e L'Aquila dalla base di Amendola (Foggia). Benvenuti nell'Italia del G8, che dall'8 al 10 luglio riunirà a L'Aquila i capi di Stato dei Paesi più influenti del mondo.
TELEFONINI MUTI - L'imminenza dell'importante appuntamento internazionale, che vedrà gravare su Roma centinaia di delegazioni dirette al capoluogo abruzzese, avrebbe già portato nella Capitale le prime conseguenze in termini di disagi avvertiti dalla popolazione: i cellulari di centinaia di romani e turisti, da qualche giorno, funzionano «a singhiozzo». Problemi di connessione e comunicazione nei pressi di palazzo Grazioli; difficoltà in piazza Santi Apostoli; strani silenzi intorno a via Veneto (vicino all'ambasciata Usa); linee in crisi tra piazza Augusto Imperatore e piazza Barberini. Le tante chiamate ai gestori delle compagnie di telefonia mobile confermano il sospetto che in città siano già attivi i dispositivi «jammer»: apparecchi in grado di mettere a tacere i cellulari. Impianti di sicurezza fondamentali nella prevenzione di attentati: le autobomba possono essere innescate con un segnale Gsm, spiegano gli esperti di sicurezza. Ma alcuni esperti minimizzano: forse sono in corso test con i jammer, ma si tratta di apparecchi utilizzati solo al passaggio dei cortei ufficiali. Più che altro, insistono i più prudenti, si sta diffondendo la «psicosi da G8».

OBAMA COME BUSH - Le misure di sicurezza attivate in vista del summit - e secondo indiscrezioni destinate a divenire più severe già dal 4 luglio - ricalcano quelle, durissime, adottate nel 2001 per il G8 di Genova. Per contenere le eventuali azioni di contestatori no-global a L'Aquila ma anche a Roma, sarebbero in via di attivazione apparecchiature speciali capaci di disabilitare temporaneamente i telefoni cellulari.
Come avvenuto nel giugno 2008, durante la visita dell'allora presidente Usa George Bush, nel centro della Capitale la prossima settimana potrebbe essere aumentato il raggio del «cono d' ombra», il dispositivo elettronico che isola le zone dove passerà Barak Obama: telefonini, gps e telecomandi saranno inutilizzabili. Durante i giorni del G8, Nocs e tiratori scelti seguiranno a distanza i movimenti del presidente statunitense, che a L'Aquila dovrebbe pernottare solo due giorni e che farà spesso base nella Capitale, probabilmente all'Ambasciata Usa. Blindati per l'occasione la stessa ambasciata in via Veneto e tutti gli altri uffici e residenze diplomatiche di rappresentanza.
Dopo le due notti a L’Aquila, Obama - ha reso noto la Casa Bianca - sarà a Roma per incontrare il presidente Giorgio Napolitano e il Papa. Si terrà molto probabilmente nella Capitale anche l'atteso incontro bilaterale fra il presidente degli Stati Uniti e il suo omologo cinese Hu Jintao, a margine del summit. Ospite del capo dello Stato Giorgio Napolitano, Hu Jintao arriverà in Italia domenica 5 luglio, a distanza di dieci anni dalla visita del suo predecessore Jiang Zemin, nel marzo del 1999.

STRETTA NEGLI AEROPORTI - Altri disagi riguardano chi viaggia. Sono già blindati gli aeroporti romani. Così come i varchi di frontiera navali. Lo stop al Trattato di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere scattati alla mezzanotte del 28 giugno si protrarranno fino al 15 luglio. A Fiumicino la Polaria ha rafforzato con sei postazioni il settore Arrivi Schengen e tre quello dei Transiti, dove affluiscono in media 100 mila viaggiatori al giorno.

STRETTA NEGLI AEROPORTI - Altri disagi riguardano chi viaggia. Sono già blindati gli aeroporti romani. Così come i varchi di frontiera navali. Lo stop al Trattato di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere scattati alla mezzanotte del 28 giugno si protrarranno fino al 15 luglio. A Fiumicino la Polaria ha rafforzato con sei postazioni il settore Arrivi Schengen e tre quello dei Transiti, dove affluiscono in media 100 mila viaggiatori al giorno.

CONTROLLO DEI CIELI - Dal primo luglio sono i controllori dell'Enav a gestire il traffico aereo nello scalo dell'Aquila in occasione delle giornate del G8. Questo avviene «dopo che Enav ha istallato nell'ultimo mese tutte le tecnologie necessarie per adeguare il piccolo aeroporto agli standard idonei all'occasione, in piena sinergia con la protezione civile». Tra controllori del traffico aereo, tecnici e personale di supporto sono una ventina «le persone che Enav distaccherà fino al 12 luglio per la gestione di un traffico aereo così particolare e concentrato in pochi giorni».
Tra i sistemi di assistenza al volo implementati da Enav per garantire regolarità e sicurezza, si annoverano: «le nuove radioassistenze per atterraggi strumentali; l'impianto delle luci di pista; il radar trasportabile (per la migliore operatività dei controllori del traffico aereo); il potenziamento di ogni tipo di comunicazione (per le frequenze VHF/UHF)».
Al fine di gestire al meglio il traffico nello spazio aereo interessato, «presso il Centro di Controllo d'Area di Roma (ACC) Enav ha provveduto a stabilire un coordinamento con la difesa aerea ed un coordinamento per la realizzazione di particolari corridoi aerei».

L'AEREO SPIA - Anche l'aereo-spia senza pilota Predator farà parte dell'imponente dispositivo di sicurezza aerea messo in campo dall'Aeronautica militare per il G8 dell'Aquila. Per questo sofisticato velivolo - un «drone» che ha già collezionato 2 mila ore di volo in Iraq e 3 mila in Afghanistan - è il primo impegno di questo tipo all'interno dei confini nazionali. Il Predator controllerà da altissima quota lo spazio aereo abruzzese - ma anche tutto quello della Capitale -, trasmettendo a terra ogni informazione utile per neutralizzare eventuali minacce, per contrastare le quali saranno mobilitati caccia e elicotteri. Il velivolo, che ha un'autonomia di 24 ore, sarà telecomandato direttamente dalla base di Amendola (Foggia), dove ha sede il 28/o gruppo del 32/o stormo dell'Aeronautica militare.

STRAORDINARI BLOCCATI - E' polemica, intanto, sugli straordinari bloccati per le forze dell'ordine italiane. Fa discutere la circolare inviata dal Dipartimento di Pubblica sicurezza a prefetti e questori in servizio per il G8 tesa ad evitare - o se non possibile a limitare al massimo - gli straordinari degli agenti per il periodo che va dal 3 al 16 luglio. «L’evento richiederà un massiccio impiego di forze di polizia - si legge nella lettera - a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica» ma andrà disciplinato «uniformemente il trattamento economico dovuto al personale impiegato nel quadro di tutte le manifestazioni connesse al G8». Si chiede dunque «un' ottima organizzazione» anche negli spostamenti (per non andare oltre l’orario di lavoro giornaliero) e turni regolari con cambi continui. Le limitazioni e il controllo degli straordinari potrebbero riguardare anche le polizie municipali e provinciali che opereranno a L’Aquila.

L.Za.

corriere della sera