12/6/2009 (8:6) - DDL INTERCETTAZIONI. DOMANDE E RISPOSTE
Ascolto consentito per 60 giorni
al massimo
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Come cambiano le indagini (e la cronaca) con questa legge
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
Catastrofe della giustizia o equilibrata riforma? Non c’è via di mezzo, nei commenti sulla nuova legge che regolamenta le intercettazioni e la cronaca giudiziaria.
Quando sarà possibile intercettare un’utenza telefonica?
Salvo mafia e terrorismo, si potrà fare per reati che prevedono una pena da cinque anni all’ergastolo e per i delitti contro la pubblica amministrazione, lo spaccio di droga, le armi, il contrabbando, i reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo delle persone col mezzo del telefono; infine la pedopornografia. Ad autorizzarle sarà una corte composta di tre giudici e per un limite massimo di sessanta giorni. Ci vorranno «evidenti indizi di colpevolezza» e un presunto colpevole. Impossibili nel caso di indagini contro ignoti, eccetto se è la vittima a richiederlo: caso tipico, le molestie telefoniche. «Tutte le intercettazioni a carico di ignoti per omicidio, violenza sessuale, rapine in villa, corruzione o reati finanziari non si potranno più fare. Così ci legano le mani», denuncia Giuseppe Cascini, segretario dell’associazione magistrati.
Vi sarà anche un taglio nelle intercettazioni ambientali?
Saranno possibili esclusivamente nei luoghi dove si commette il reato o dove si suppone che stia per svolgersi. «Ma così dicendo - reagisce Enzo Letizia, segretario dell’associazione funzionari di polizia - sarà impossibile intercettare con le “cimici” quasi sempre. Mai più una microspia in casa di un indagato, oppure nella macchina dell’amante, o in un ufficio. Se il reato s’è già svolto, addio intercettazioni ambientali. Azzerate. Ci sono molti casi di omicidio che vengono risolti in tempi lunghi. Senza microspie, e con appena 60 giorni di tempo per le telefoniche, dimenticatevi le indagini. E penso che diventerà drammatica anche la ricerca dei latitanti, che si svolge con lunghe intercettazioni, in casa e al telefono, in ascolto anche per mesi, aspettando che facciano un errore. E’ un colpo mortale».
Sarà facile togliere un’inchiesta a un magistrato?
«Se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli». Oppure, se «risulta iscritto nel registro degli indagati» perché coinvolto in una fuga di notizie. Secondo l’Anm, queste sono norme ammazza-giudici. «Si prestano pericolosamente a usi strumentali». In troppi casi basterà una denuncia nominativa.
Come si trasformerà la cronaca giudiziaria dei giornali?
Radicalmente. Vietato pubblicare stralci di intercettazioni. Si possono dimenticare le paginate gustose sui furbetti del quartierino. Ma anche su Fiorani e Antonio Fazio. «Il legittimo desiderio di evitare il ripetersi di episodici atti di barbarie, per colpa di una qualche leggerezza nell’informazione, ha generato un mostro», scrivono Lorenzo Del Boca e Enzo Iacopino, presidente e segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Un ordine di arresto, che riporta le accuse a carico di un indagato, potrà essere raccontato, ma solo per riassunto. E comunque mai prima che ne venga a conoscenza l’indagato o il suo avvocato. «E’ quanto prevedeva il diritto di cronaca tuttora», sottolinea Giulia Bongiorno, la presidente della commissione Giustizia.
Quali sono le altre nuove restrizioni ai giornali e agli altri media?
Sarà vietato ai media pubblicare le foto e il nome di un magistrato. E’ un modo per evitare i protagonismi. Unico caso di deroga, le riprese televisive di un sopralluogo sulla scena di un crimine. Altro divieto draconiano: vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto di intercettazioni considerate private, di cui la stessa magistratura ordina la distruzione perché non attinenti al reato. Carcere o forte multa per chi sgarra.
Cambierà anche il sistema delle rettifiche?
I siti Internet vengono equiparati ai giornali e perciò «le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono». Tutte le rettifiche, poi, «devono essere pubblicate e senza commento». Il giornalista non può replicare. E a rigore di legge, era vietato già. Nel caso di un libro, l’autore o l’editore provvedono a far pubblicare una rettifica su due giornali a tiratura nazionale. A proprie spese.
E il traffico telefonico? Che fine faranno i tabulati?
«Nei procedimenti contro ignoti è sempre consentita l’acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni». Serve per identificare le persone presenti sul luogo del reato.
Come si potrà continuare a intercettare e con quali limiti?
Considerando che la mole complessiva calerà molto, si prevede una spesa molto minore e anche un apparato più snello. Per le intercettazioni ci saranno dunque impianti installati nei Centri di intercettazione telefonica istituiti presso ogni distretto di corte d’appello e l’ascolto in ciascuna procura della Repubblica collegata telematicamente con il Centro.
Ci saranno dei privilegi per gli agenti del servizio segreto?
Quando ci sono di mezzo gli agenti dei servizi segreti, la magistratura per poter operare avrà bisogno di un nullaosta della presidenza del Consiglio. Il procuratore capo deve cioè informare il premier, violando il segreto istruttorio, il quale ha il diritto di valutare se opporre il segreto di Stato. «Se entro trenta giorni dalla notificazione della richiesta il presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l'autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l'ulteriore corso del procedimento».
Ci saranno nuove procedure anche per l’ascolto dei sacerdoti?
Quando indagato è un religioso, il magistrato deve informare il suo vescovo. E quando risultasse indagato o imputato un vescovo o un abate, il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato.
fonte la stampa
educhiamo
3 mesi fa


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