venerdì 31 agosto 2007

Negozio specializzato nella vendita di microspie e materiale per investigazioni


Negozio specializzato nella vendita di apparati per la sorveglianza e contro sorveglianza elettronica, con sede in via di sottopoggio nr 12/a loc. Guamo Capannori, provincia di Lucca, nel nostro negozio puoi trovare le migliori apparecchiature per controllo e difesa elettronica, disponiamo di vasta gamma di microspie gsm umts uhf vhf, microspie telefoniche microcamere nascote, localizzatori gps in tempo reale, siamo in oltre specializzati nell' installazione di microcamere e microspie,in svariati oggetti, il nostro laboratoro e in grado di fornire qualsiasi tipo di modifia e occultamento di microcamere cimici microspie etc, si riceve solo previo appunatamento, per poter garantire alla nostra clientela la massima professionalita', e riservatezzza.

Si esegue servizio di bonifica ambientale domiciliare, con personale qalificato e attrezzature preofessionali atti e rilevare microspie microcamere trasmettitori onde convogliate microspie ir, microfoni, microspie telefoniche, trasmettitori uhf vhf, microspie digitali,.

Microspia sullo yacht tradisce Lo Russo

Arrestato il capo della «Nuova Famiglia» nemico dei “cutoliani”
NAPOLI. Microspie nascoste sul suo yacht, intercettazioni ambientali ma anche la collaborazione di pentiti: così sono scattate le manette per Salvatore Lo Russo, capo dell’omonimo clan, già componente della «Nuova Famiglia» che si contrappose negli anni 80 alla «NCO» di Raffaele Cutolo. Fermato tre mesi fa, poi di nuovo libero perchè non risultò esserci il pericolo di fuga, ieri Lo Russo è stato arrestato e «questa volta non esce», ha assicurato il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, Gaetano Maruccia. L’arresto, predisposto dal pm Sergio Amato della direzione distrettuale antimafia di Napoli, si basa su un impianto accusatorio più o meno uguale, con «qualche elemento sopravvenuto», a quello che portò al fermo dell’uomo, ritenuto capo dell’omonimo clan Lo Russo, nello scorso maggio. Secondo gli inquirenti Salvatore Lo Russo «ricopriva un ruolo ombra, di mediazione, di regia occulta dietro le faide che anche recentemente hanno coinvolto i clan di Secondigliano e della Sanità», ha detto Amato. L’operazione di arresto, condotta dal tenente colonnello Gerardo Iorio e dal maggiore Francesco Rizzo, è stata resa possibile, secondo quanto spiega il pm della Dda di Napoli, grazie alla collaborazione di Giuseppe Misso’junior’, che con Lo Russo metteva in contatto la piazza della Sanità con quella di Secondigliano. Le attività camorristiche di cui Lo Russo sarebbe stato a capo riguardavano tutti i principali campi della camorra, anche i più tradizionali come le scommesse clandestine. «Un personaggio di spicco - ha spiegato Amato - complessivamente a capo di un centinaio di persone e di un’gruppo di fuoco’ più piccolo che si potrebbe considerare essere stato dietro a molti degli omicidi più efferati degli ultimi anni». Salvatore Lo Russo, accompagnato sottobraccio dai militari che lo hanno trasportato in carcere, davanti alle telecamere non aveva sul volto nessuna espressione di sfida, così come accaduto quando fu fermato tre mesi fa. «Un segnale chiaro - ha detto il comandante Maruccia - del fatto che questa volta sa che non se la può cavare».

giovedì 30 agosto 2007

Videosorveglianza con telecamera umts i vecchi sisstemi vanno in pensione?





con l'avvento delle nuove tecnologie in campo di telefonia mobile vedi rete umts, va aumentare la richiesta di nuovi sistemi di videosorveglianza umts, infatti le nuove telecamere sfruttando come mezzo per la trasmissione delle immagini la rete di telefonia, e con questo sistema si puo' controllare in tempo reale e senza limiti di distanza , la prorpia abitazione, ufficio, garage , etc etc, le nuove telecamere possono essere collegate con estrema facilita' anche a sistemi di allarme precedendemete installati, e quindi possono integrarsi con esso ed in questo modo si avra' la possibilita' in caso di allarme di essere avvertiti tramite sms o videochiamata su proprio cellulare di un tentativo di intrusione, falso allarme , e poter vedere in diretta sul prorpio video fonino cio' che avviene, e poter intervenire prontamente con chiamata a forze dell'ordine per dare l'allarme. con il vantaggio di evitare falsi allarmi.

controllare i proprio figli con il localizzatore di cellulare oggi e possibile



Una delle ultimissime novita' del mercato, non si tratta di un comune cellulare, e nemmeno di un cellulare spia, non e' altro che uno strumento utile in svariati campi, ad esempio controllo figli , controllo di persone anziane, etc etc.
di cosa si tratta, lo spieghiamo subito, si tratta di un particolare cellulare, che puo' effettuare chiamate a numeri preimpostati (3) , ad ogni tasto corrispone un numero di tel, per effetuare la chiamata e sufficiente tenere premuto il tasto corrispondente per 2 secondi , e parte la chiamata al numero predefinito. il cellulare in questione puo' essere chiamato da qualsiasi altro cellulare o telefono di rete fissa. e' in oltre fornito di apposito tasto di emergenza, in caso di pericolo , incidente, o invio allarme, basta tenere premuto l'apposito tasto , ed il cellulare localizzatore invia la posizione tramite sms ai 3 numeri pre impostati con coordinate geografiche. in oltre la posizione puo' essere richiesta anche da remoto da uno dei tre numeri abilitati, funzione utilissima in caso di non rientro a casa,o altri eventi che possano causare situazini di pericolo per l'utilizzatore del dispositivo.
I campi di utilizzo di questo dispositivo spaziano dal controllo di figli minori, al controllo di persone anziane non auto sufficienti, al controllo di persone ad alto rischio di rapina sequestro etc etc.

sabato 11 agosto 2007

garante privacy cellulri spia



La pagina de La Repubblica sui cellulari spia

MARTEDÌ, 07 AGOSTO 2007

Pagina 28 - Cronaca

LE CARATTERISTICHE

Sul mercato da alcuni anni, non sono vietati. Il modello per controllare gli sms costa 500 euro



Pizzetti: "Solo così potremo evitare gli usi impropri"



Le intercettazioni di Coppola: fu allora che le cronache scoprirono gli apparecchi da 007

ALESSIO BALBI

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ROMA - «I cellulari spia? Trattiamoli come le armi e rilasciamo una licenza a chi compra». La proposta è del Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, sui telefonini da 007, quei dispositivi sempre più diffusi e accessibili che permettono a chiunque di spiare le chiamate di coniugi, figli o colleghi ignari. «Alla vendita di ogni cellulare spia - propone il Garante - venga registrato il nome dell´acquirente, in modo da prevenire e perseguire gli usi illeciti». Sul mercato ormai da qualche anno, i cellulari spia sono finiti alla ribalta delle cronache per la prima volta quando se ne fece cenno nelle intercettazioni dell´immobiliarista Danilo Coppola.
Di che si tratta? In estrema sintesi sono comunissimi smartphone (ovvero telefonini dotati di sistema operativo) nei quali viene installato un programma che permette varie gradazioni di controllo a distanza: lo spione può ricevere comodamente sul proprio cellulare o sul proprio computer la lista delle chiamate fatte o ricevute dal controllato, il testo di tutti gli sms scambiati, le voci aggiunte in rubrica. Ma può anche scegliere di usare il telefonino come microfono ambientale, attivandolo a distanza con una chiamata muta. Oppure può decidere di essere informato in ogni momento sulla posizione del dispositivo, e quindi del suo proprietario. È solo questione di prezzo: un cellulare modificato per il controllo degli sms si compra su internet a 500 euro. Per il kit completo di 007 si sale fino a 1500 euro.
Recentemente, la procura di Vicenza ha messo sotto indagine sei persone, tra cui due coniugi di Torino che si spiavano a vicenda e i proprietari di una ditta che vende telefonini spia. Ma l´acquisto e la vendita di questi dispositivi non è, di per sé, un reato: per assurdo, una moglie potrebbe accettare di condividere con il marito tutte le telefonate. Inoltre, alcuni software spia vengono presentati come dispositivi di emergenza in caso di furto del cellulare. L´uso illecito è punito dall´articolo 615 bis del codice penale con la reclusione fino a quattro anni.
È proprio da qui, dal confine tra uso lecito e illecito, che parte il paragone del Garante con le armi da fuoco: «Un fucile può essere usato per andare a caccia o per fare una rapina», ragiona Pizzetti. «E allora dico al legislatore, comportiamoci come con le armi: chi vende cellulari spia sia obbligato a registrare il nome del compratore. Non si tratta di creare l´ennesima banca dati, ma di far sì che chi commette un reato possa essere identificato».
«Quando si parla di software, norme troppo severe rischiano di essere pleonastiche», osserva Franco Grillini, deputato della Sinistra Democratica attento alle nuove tecnologie, che propone: «Facciamo in modo che chi produce cellulari spia sia obbligato a renderli riconoscibili». Più netto il giudizio di Gregorio Fontana, Forza Italia: «Mi sembra che ci siano cose più pericolose per la sicurezza, e anche per la privacy. Allora dovremmo registrare anche chi compra coltelli. Forse il garante ha una deformazione per le banche dati».

fonte repubblica.

giovedì 9 agosto 2007

L'indiscreto sguardo dall'alto una rondine roobt spiera gli umani

Progettato in Olanda, in volo sarà praticamente identico a un rondone
Controllerà il traffico, sorveglierà edifici, scoprirà segreti militari. Il prototipo pronto in primavera

ROMA - Sarà così perfetto che - secondo chi l'ha inventato - riuscirà a ingannare anche i rondoni veri e volerà con loro. Ma Roboswift, il piccolo e rivoluzionario robot progettato in Olanda, sarà molto più di un'accurata riproduzione di questi volatili: mimetizzandosi tra loro, grazie alle sue tre microcamere potrà fornire ai naturalisti informazioni inedite sugli uccelli e persino spiare dall'alto le attività umane.

Frutto degli studi di un team composto da ricercatori delle università di Delft e di Wageningen, Roboswift avrà un'apertura alare di 50 centimetri e peserà solamente 80 grammi. A distinguerlo dai rondoni in carne ed ossa ci sarà solamente una piccola elica al posto del becco, che però una volta azionata sarà praticamente invisibile.

Secondo i progettisti, che presenteranno un primo prototipo nella prossima primavera al Mav08, una delle più importanti esposizioni di microaerei, la sua caratteristica migliore sarà l'elevata manovrabilità. Grazie ad un nuovo sistema basato su quattro "piume" indipendenti tra loro, le sue ali sono state progettate ad imitazione di quelle delle rondini e saranno capaci di piegarsi ed estendersi cambiando la superficie esposta all'aria. In questo modo, il robot potrà compiere complesse evoluzioni e seguire gli stormi per almeno 20 minuti. In volo solitario, limitando i consumi, potrà volare per circa un'ora spinto da un motore elettrico alimentato da delle batterie ai polimeri di litio.

Le possibili applicazioni di Roboswift spaziano dallo studio degli uccelli al controllo del traffico, dalla sorveglianza di edifici allo spionaggio militare. Le sue tre microcamere, due puntate in avanti e una verso il basso, permetteranno di spiare da vicino senza essere visti. Le immagini saranno infatti inviate in tempo reale ad un visore simile ad un paio di occhiali indossato dal "pilota" a terra, che potrà quindi guidarlo con precisione verso gli obiettivi.

I naturalisti potranno dunque osservare gli uccelli durante il volo da un punto di vista spettacolare. Gli automobilisti, invece, dovranno fare ancora più attenzione quando saranno alla guida: le multe potranno arrivare perché sono stati colti in flagrante da un vigile ma anche perché sono stati "beccati" da un finto e solo apparentemente innocuo uccellino.

(22 luglio 2007)

fonte repubblica.it

Palermo: sesso per diventare una star

Incriminato dopo la denuncia di una studentessa. La polizia aveva messo
delle cimici nel suo studio. Tra le vittime anche una sedicenne

PALERMO - Per l'ingresso nel mondo dello spettacolo c'è un pedaggio da pagare. Quello che M. B., 48 anni, titolare della "Proeventi" con sede in via Candelai, nel cento storico di Palermo, chiedeva alle modelle e aspiranti "star" che si rivolgevano alla sua agenzia. Fotografo e procacciatore di modelle, l'uomo è indagato a Palermo per abusi sessuali e il gip Antonella Consiglio lo ha inibito dall'esercizio dell'attività professionale. Il reato contestato è di violenza sessuale aggravata.

Le indagini, condotte da agenti del commissariato Zisa-Borgo Nuovo della polizia, diretti dal primo dirigente Domenico Guarino, erano state avviate dopo la denuncia presentata il 9 settembre del 2006 da una studentessa che ha riferito di essere stata costretta a subire gli approcci sessuali dell'agente, convinta da lui stesso che questo fosse necessario per diventare una modella. La polizia ha piazzato microspie nello studio dell'indagato e ha così scoperto che il sesso era l'ingrediente di tutti i provini effettuati dal fotografo.

Le aspiranti modelle erano per lo più consenzienti ad accettare le avances e a consumare sul posto un rapporto sessuale. In un caso, lo stesso copione si è ripetuto con una minorenne, di 16 anni. L'agente, scrive il gip Consiglio, è indagato per "avere con violenza e minaccia - consistite nell'agire ponendo sotto pressione psicologica la persona offesa (indotta a spogliarsi con il pretesto di essere sottoposta ad un provino fotografico ai fini dell'inserimento nell'ambiente della moda e dello spettacolo) e con insidiosa decisione tali da limitare la libertà di autodeterminazione della vittima - costretto una giovane studentessa a compiere ed a subire atti sessuali".

Al momento della denuncia, la vittima aveva esibito un biglietto da visita del titolare dell'agenzia con numeri di telefono, indirizzo di posta elettronica e sito internet. Identificato l'agente dopo accertamenti sull'intestatario del sito, i poliziotti ne hanno mostrato una fotografia alla vittima, che lo ha riconosciuto. Per "approfondire il quadro delineato dalle dichiarazioni della vittima" i poliziotti hanno installato microspie nella sede dell'agenzia. Hanno così ascoltato, tra l'altro, come scrive il gip, "due incontri avuti dall'indagato con altrettante ragazze che fornivano un preciso riscontro alle dichiarazioni della vittima delle violenze".

In tale contesto, per il gip, ha assunto "particolare rilevanza anche sotto il profilo probatorio" la registrazione di un incontro avvenuto nell'ottobre scorso tra l'indagato e una sedicenne. Un incontro che, osserva il gip, "ha disvelato una realtà se è possibile ancora più preoccupante, ovverossia la spregiudicatezza di talune ragazze minorenni, disposte a tutto, bruciando in un solo colpo la propria adolescenza, pur di perseguire certi scopi e coronare quei sogni vuoti alimentati da certa televisione e carta stampata". La sedicenne aveva acconsentito a un rapporto sessuale, e, in quanto minorenne, aveva anche consegnato al fotografo un documento firmato da suo padre, che lo autorizzava a gestirne l'immagine e l'attività di modella.

(7 marzo 2007)

fonte repubblica.it

mercoledì 8 agosto 2007

Aumentano vigilantes e detective privati

MILANO. Sono sempre più le guardie del corpo e gli investigatori privati in Italia. E’ ciò che e-merge da un’indagine della Camera di Commercio di Milano, secondo cui in un anno è aumentato del 2,3% il numero delle imprese attive nel settore della sicurezza, con la maggiore concentrazione in Lombardia. Secondo i dati del secondo trimestre 2007, all’inizio del periodo delle vacanze estive, si contano ben 8.316 imprese attive nel campo della sicurezza e della prevenzione contro i furti, quasi 200 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il 19,5% è concentrato in Lombardia (+4,1% in dodici mesi) e Milano, con 757 attività, è la provincia dove l’offerta è più sostanziosa, seguita da Roma (504) e Torino (421). Ma la crescita più importante è avvenuta in Valle d’Aosta (+22,2%) e Molise (+13,3%). Rispetto a un anno fa si è sviluppato soprattutto il mercato dell’investigazione privata e della vigilanza (2.894 imprese, +3,9%). Anche in questo caso, secondo i dati della Camera di Commercio milanese, spetta alla Lombardia il primato, con 485 imprese attive e un’incidenza del 16,8% sul totale nazionale. Seguono Campania con 332 imprese di vigilanza (11,5% del totale) e Puglia con 260.
Cresce invece a ritmi più bassi il numero delle ditte che costruiscono casseforti, forzieri
e porte metalliche (383 a giugno, +0,8% rispetto al 2006).

Provenienza: “Il Tirreno” del 8 agosto 2007

martedì 7 agosto 2007

Radiotrasmettitori Gps, microspie e sim card per pedinare la donna amata


L'attrazione fatale del tecno-spasimante
Professionista finisce in manette a Bari

BARI - Attraente professionista barese, felicemente sposata, lei; professionista affermato e super-tecnologico, spasimante ossessivo, lui. La storia è arrivata al capolinea con l'intervento dei carabinieri che hanno arrestato l'uomo per reati vari, dall'interferenza illecita nella vita privata alla tentata violenza sessuale.

Tutto è cominicato a febbraio quando la donna ha ricevuto dalla sua compagnia telefonica il tabulato delle chiamate fatte. Che però lei non aveva mai richiesto. Ha così scoperto che la domanda per ottenerlo era stata inviata da un fax intestato al figlio di un amico del marito. Spaventata, la signora ha ricostruito tutto e ha minacciato il corteggiatore - proprio l'amico del consorte - di denunciarlo. Ma l'uomo, padre di famiglia, l'ha implorata, in nome dei figli, e ha ottenuto che la donna lasciasse perdere.

Il novello 007 però non si è dato per vinto. Ovunque si spostasse, infatti, la signora se lo ritrovava alle spalle, tra la folla, che la seguiva, la osservava e la pedinava. E le strategie non erano solo affidate a grossi occhiali da sole e vistose parrucche - di cui pure amava servirsi, per prudenza - ma a ben più efficaci congegni elettronici grazie ai quali riusciva sempre a sapere dove la donna si trovasse. Lo si è scoperto quando lei, ormai impaurita, si è rivolta a un elettrauto per controllare che non ci fossero microfoni nella sua macchina. E lì la temuta conferma che di vero e proprio maniaco si trattava: travolto dalla sua attrazione fatale - e, va detto, da un amore altrettanto sfrenato per la tecnologia - l'uomo era riuscito a installare sulla macchina della signora un complesso sistema di radiolocalizzazione con Gps, corredato da un apparato di microspie con possibilità di inserimento telefonico, microfoni trasmettitori e tutto il necessario per un lavoro pulito da perfetto intercettatore ambientale. L'obiettivo: cogliere in fallo la bella moglie dell'amico, sorprenderla in un eventuale tradimento, raccontare tutto al marito e finalmente avere campo libero.

Ma la scaltra signora non ha bonificato subito l'auto e ha messo in atto una sua contro-strategia per smascherarlo e averne le prove: si è messa a simulare conversazioni con un inesistente amante
a cui dava falsi appuntamenti. E quando si presentava, lui, il tecno-spasimante, era già sul posto con macchine ogni volta diverse e camuffamenti sempre più improbabili.

L'epilogo a questo punto era già scritto. Lei ha minacciato di nuovo di denunciarlo, lui l'ha implorata, lei ha soprasseduto ancora. E nonostante ciò l'incubo non è finito, gli inseguimenti cittadini sono continuati e così finalmente la signora ha rotto gli indugi chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine, che hanno fanno scattare le manette ai polsi del maniaco e gli hanno elencato una lunga serie di capi d'imputazione.

(19 giugno 2007)

foto e notizia pubblicata da repubblica.it

intercettazioni telefoniche legge coronella

La legge Coronella
"Le vittime di una gogna mediatica che si è ripetuta più volte in questi giorni non possono che farmi ribadire come questa non sia giustizia. La mia iniziativa legislativa sulle intercettazioni purtroppo giace in Parlamento da sette mesi. L'auspicio è che le Camere, maggioranza e opposizione, si rendano conto della necessità di approvarla in tempi rapidi" (Clemente Mastella, ministro della Giustizia, Ansa, 14 marzo 2007).

"Il Parlamento dovrebbe approvare il prima possibile il disegno di legge sulle intercettazioni varato alcuni mesi fa dal governo" (Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio, Ansa, 14 marzo 2007).

"Se passa questa legge, non mi possono fare un cazzo. Se non passa, praticamente sono fottuto: cioè, quello che tu dici al telefono vale!" (Fabrizio Corona a un socio, intercettazione telefonica del novembre 2006).

"A settembre l'Udeur non parteciperà più ai lavori del Senato se la legge sulle intercettazioni non verrà calendarizzata" (Clemente Mastella, ministro della Giustizia, la Repubblica, 29 luglio 2007)


(6 agosto 2007)

fonte: repubblica.it

mercoledì 1 agosto 2007

Spiare in auto non e reato lo stabilisce la sentenza di un giudice di brescia

Le persone prosciolte sono 22 tra investigatori e clienti Piazzare microspie in auto non è reato Lo stabilisce la sentenza di un giudice di Brescia: «Non esiste tutela penale per le conversazioni fuori dalla propria abitazione»

BRESCIA - Spiare qualcuno all'interno di una abitazione privata è perseguibile penalmente; piazzare invece microspie a bordo di un'automobile non è reato. L'obiettivo è sempre quello di controllare una persona, ma per il giudice di Brescia Lorenzo Benini, c'è differenza. Nel corso dell'udienza preliminare, infatti il giudice ha prosciolto 22 persone, tra clienti, investigatori privati e un tecnico, che il pm Gianfranco Gallo voleva portare a processo sulla scorta degli articoli: 617 del Codice penale (cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche), 617 bis (installazione di apparecchiature atte a intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche) e 167 del Codice di protezione dati personali (Trattamento illecito di dati). «La conclusione è d'obbligo, per quanto sconcertante» si legge nella sentenza. «Non esiste tutela penale a fronte di un'intercettazione di comunicazioni o conversazioni tra presenti (intercettazioni ambientali, ndr) a meno che esse si svolgano nel domicilio o in altro luogo di dimora privata. Si tratta di un vuoto normativo che non può non destare allarme».
L'indagine in questioneha appurato, nel giro di pochi mesi, decine di episodi di «spionaggio domestico» nella maggioranza dei casi ai danni di mogli, mariti o ex, in attesa di procedimenti di divorzio. Privati o note agenzie d'investigazioni bresciane si rivolgevano a un tecnico esperto che provvedeva a «truccare» i veicoli dei soggetti da spiare, collocando all'interno degli abitacoli apparecchi di intercettazione o localizzazione satellitare. Le conversazioni poi venivano registrate su cd. Nell'ottobre 2006 erano stati eseguiti alcuni arresti, poi rigettati dal Gip e dal tribunale del riesame, d'accordo sul fatto che collocare «cimici» in auto di soggetti ignari non costituisca reato. Ora la riconferma. «Spetterebbe al garante segnalare al Governo l'opportunità di provvedimenti normativi richiesti dall'evoluzione del settore - conclude il giudice - nella società attuale una parte significativa della vita della persona si svolge a bordo di mezzi di trasporto: non ha senso che ad essi non venga estesa la tutela dell'articolo 615 bis (Interferenze illecite nella vita privata) che punisce il fatto di chi, mediante strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente nell'abitazione o in altro luogo di privata dimora notizie o immagini attinenti alla vita privata».
01 agosto 2007

fonte: www.corriere-della-sera.it