ROMA (2 luglio) - Oltre 520 provvedimenti collegiali adottati, 321 ricorsi, 1058 quesiti a cui si è dato risposta, 21 pareri resi al governo e al Parlamento. Sono alcune delle cifre presentate dal presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nel corso della esposizione della attività 2008 al Senato.
I provvedimenti collegiali sono stati 524. Un incremento rilevante si è registrato nelle «risposte a segnalazioni e reclami», passate dalle 3.078 nel 2007 alle 5252 del 2008. In particolare i provvedimenti hanno riguardato i settori della telefonia, della sanità, del credito al consumo, internet, giornalismo, videosorveglianza, pubblicità indesiderata.
Nel 2008 i ricorsi presentati sono stati 321, un dato stabili rispetto al 2007, la maggioranza dei quali relativi a banche e finanziarie, datori di lavori pubblici e privati, amministrazioni pubbliche.
Il Garante ha dato risposta a 1058 quesiti posti da soggetti pubblici e privati, in maggioranza riguardanti sanità, trasparenza amministrativa, videosorveglianza, fascicoli personali dei dipendenti.
Il Collegio ha reso 21 pareri al governo e al Parlamento, in materia di banche dati e di informatizzazione della pubblica amministrazione, attività di polizia, giustizia, banche e imprese. 500 le ispezioni effettuate nel corso del 2008, un dato che fa registrare una progressione costante. I controlli, si sottolinea nella relazione hanno riguardato diversi settori, in particolare i sistemi di videosorveglianza, gli istituti di credito, l'amministrazione finanziaria, gli operatori telefonici e le cliniche private.
Sono aumentate del 30% le violazioni amministrative contestate che hanno raggiunto la cifra di 338. Una parte consistente di queste violazioni ha riguardato le attività promozionali indesiderate o l'attivazione di servizi non richiesti tramite call center. I proventi riscossi a titolo di pagamento delle sanzioni sono passati dagli 814.625 euro del 2007 a 1.062.000 euro nel 2008. Oltre 335.000 euro sono stati pagati per estinguere il reato in materia di misure di sicurezza.
Sul fronte dell'attività di relazione con il pubblico l'Urp del Garante ha fatto registrarecirca 40.000 contatti, con quasi 20.000 e mail trattate nel corso dell'anno.
Nella relazione si sottolinea l'approvazione di importanti linee guida, in particolare, riguardo all'attività dei periti e dei consulenti dei magistrati, l'attività degli amministratori di sistema, le sperimentazioni cliniche dei farmaci, il fascicolo sanitario elettronico.
Il Garante ha adottato anche alcuni provvedimenti generali per specifici settori: in particolare, la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e telematico conservati a fini di giustizia; la 'rottamazione' sicura di pc e cellulari; la semplificazione per imprese e P.a. delle procedure per l'adozione delle misure di sicurezza; la semplificazione degli adempimenti in caso di fusioni e scissioni societarie. Inoltre, è stato varato il Codice di deontologia per le investigazioni difensive, che fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati.
Sul fronte delle telecomunicazioni gli interventi hanno riguardato la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, misure di sicurezza per le intercettazioni, bollette telefoniche con ultime tre cifre in chiaro. Interventi anche nell'ambito del giornalismo e dell'informazione, in particolare, riguardo alle cronache giudiziarie, tutela dei minori e delle vittime di violenza, notizie su minori adottati, dati sullo stato di salute e sulle vita sessuale, archivi giornalistici on line.
Per quanto riguarda le attività di marketing il Garante è intervenuto in ambito di telefonate indesiderate e call center, attivazione di servizi non richiesti, 'profilazione' a fini commerciali di utenti e clienti, 'carte di fedeltà' della grande distribuzione.
Nell'ambito della publica amminsitrazione il Garante è invece intervenuto in materia di misure di sicurezza per l'Anagrafe tributaria, accertamenti fiscali, trasparenza degli emolumenti pubblici, interconnessione e sicurezza delle banche dati, redditi on line.
Interventi anche sul fronte della sanità, del lavoro, di giustizia e polizia (con particolare riguardo alle misure di sicurezza per gli uffici giudiziari, banche dati dna, ced del Dipartimenti di pubblica sicurezza, periti e consulenti dei giudici, censimento dei nomadi), nuove tecnologie (intervento relativo a Google street view e servizi satellitari, geolocalizzazione, software spia applicabili ai cellulari), scuole e università, vita sociale, sistema impresa.
Sul fronte di internet gli interventi più rilevanti del Garante hanno riguardato Facebook e i social network, i motori di ricerca, l'illegittima conservazione dei dati sulla navigazione in rete, la condivisione di files musicali.
Infine nell'ambito del sistema bancario, finanziario e assicurativo, gli interventi più significativi hanno riguardato la semplificazione degli adempimenti per i sistemi di informazione commerciale, l'accesso e utilizzo ai dati dei clienti delle banche, le misure di protezione, i sistemi antifrodi.
Nella relazione trova spazio anche un capitolo dedicato alla attività internazionale. «Importante» viene definitiva l'attività del Garante nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione europee (WP29) in particolare riguardo ai sistemi Rfid, gli standardi antidoping, la tutela dei minori, le comunicazioni elettroniche, le regole vincolanti di impresa, i dati dei passeggeri aerei. Attività intensa anche nell'ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e nel WPPJ, il Gruppo di lavoro istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della giustizia, che ha visto riconfermato per altri due anni il ruolo di presidenza al Garante italiano.
fonte mesagerro.it