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mercoledì 20 gennaio 2010

Milano è in 3D con Google Earth Oltre 5 mila edifici in 3D e una superficie complessiva di 51 km quadrati di Milano si possono visitare in 3D con Goog

Fino a poco tempo fa il pregio di poter essere vistata in versione 3D tramite Internet era ristretto a un numero limitato di città, come New Yotk, Melbourne e Parigi. Finalmente anche Milano appare ora a tre dimensioni: basta andare su Google Earth e fare una passeggiata virtuale nei 51 chilometri quadrati di superficie realizzati in una delle simulazioni tridimensionali architettonico-urbanisitche fra le più imponenti finora realizzate.

Google ha dato notizia di questo nuovo servizio, specificando anche i punti di interesse che sono stati maggiore oggetto di simulazione: oltre al Duomo, non mancano edifici storico culutrali come il Teatro alla Scala, il Castello Sforzesco, l'Arco della Pace e la basilica di Sant'Ambrogio, oltre alla Torre Branca, a via Montenapoleone e a Palazzo Marino. Inoltre, sfruttando le immagini provenienti dai satelliti potrete vedere anche la Stazione Centrale e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Ma gli edifici più celebri non sono gli unici ad essere stati renderizzati in tre dimensioni: in tutto sono 5.000 gli edifici che godono di questo prestigio, e la società di Mountain View ha fatto sapere che con il passaredel tempo ne verranno aggiunti altri.
Per darvi un assaggio di come appaiono gli edifici meneghini con il sistema 3D di Google Earth abbiamo pubblicato una photogallery con le immagini sia in 2 dimensioni sia 3D, così che possiate capire l'importanza dei miglioramenti visuali che si possono trarre dal nuovo servizio.

Per vedere voi stessi i punti che vi interessano, e verificare quali sono le aree al momento coperte bisogna utilizzare l'applicazione Google Earth 5.0, scaricabile dal sito http://earth.google.it/.

Una finestra di controllo a sinistra dell'interfaccia consente di scegliere i punti di interesse da visitare, e di specificare nella sezione Livelli se la visualizzazione deve essere in 3D, mettendo un segno di spunta in corrispondenza dell'apposita casella. "Navigando" nell'immagine 3D, invece, potete regolare lo zoom, e cambiare l'angolo di osservazione sia sull'asse orizzontale sia su quello verticale.

martedì 19 gennaio 2010

Blitz contro i maniaci del laser

La polizia ha sequestrato (presso rivenditori e grossisti) 2.980 puntatori laser, molti dei quali di classe superiore a 3 (oltre 5 milliwatt di potenza), per i quali la vendita non è libera
E' lasermania a Bari. Negli ultimi 19 giorni sette piloti di aerei, sei dei quali in fase di atterraggio, sono stati accecati dai raggi laser. E' successo anche, per due volte, a calciatori di Juve e Inter in campo al San Nicola e ad almeno un passante che si è fatto medicare al pronto soccorso del policlinico un microematoma all'occhio destro. La polizia è corsa subito ai ripari sequestrando (presso rivenditori e grossisti) 2.980 puntatori laser, molti dei quali di classe superiore a 3 (oltre 5 milliwatt di potenza), per i quali la vendita non è libera.

Gli investigatori sono intervenuti perchè nelle ultime settimane - spiegano dalla questura - "è stato registrato un uso indiscriminato di puntatori laser di forte potenza durante incontri ufficiali nello stadio San Nicola, all'indirizzo dei calciatori, nonchè dei piloti di aerei, con ripercussioni sulle corrette manovre di atterraggio". Al San Nicola la Digos ha identificato (dopo la partita di sabato tra Bari e Inter) i primi tre possessori di puntatori laser ai quali si contesta la violazione del regolamento d'uso dello stadio.

Proprio l'uso dei raggi laser aveva indotto sabato sera l'arbitro Rosetti a sospendere per un minuto nel primo tempo la gara, perchè dai settori alle spalle della porta del biancorosso Gillet, erano partiti raggi accecanti. Stesso copione di Bari-Juve quando un fascio di luce verde aveva infastidito il brasiliano Diego mentre tirava un rigore, peraltro sbagliandolo. Ma prima dei sequestri di oggi la polizia era già intervenuta, subito dopo la denuncia dell'Enac, per tutelare la sicurezza dei voli.

Il 14 gennaio, dopo che un pilota AirOne era stato accecato dal laser, i poliziotti avevano bloccato nel rione San Girolamo di Bari due giovani in possesso di un puntatore assai potente. Secondo gli investigatori, e in base alle informazioni fornite dai piloti degli aerei attraverso il sistema Gps, le zone in cui operano i laser-teppisti sono i rioni baresi San Paolo, San Girolamo (zona porto), Santo Spirito e la vicina Bitonto (Bari), tutti centri a poca distanza dall'aeroporto Karol Wojtyla.

I laser sequestrati - dice la polizia - "sono estremamente potenti" perchè "raggiungono una potenza di 200 mW e hanno una lunghissima gittata, mentre già quelli superiori ad 1 milliwatt sono ritenuti pericolosi per la salute e possono provocare notevoli danni soprattutto alla vista". Fatto questo che ha lamentato ieri al pronto soccorso del policlinico di Bari un impiegato trentasettenne che, mentre si trovava nei pressi del porto del capoluogo, ha avvertito un bruciore alla guancia destra, ha scosso il capo ed è stato accecato da raggi intermittenti. L'uomo se la caverà in quattro giorni. I medici gli hanno diagnosticato un "fototrauma alla retina" che ha provocato un microematoma. Il 'cecchino' avrebbe agito dal balcone di una palazzina del popolare quartiere San Girolamo. (18 gennaio 2010)

Microsoft: IE 8 è sicuro, ma anche la Francia solleva dubbi

Rischi sicurezza relativi ad Internet Explorer sarebbeo solo una trovata mediatica per sollevare il solito polverone contro il browser di casa Microsoft. E´ questo, in sintesi, quanto afferma il responsabile della Sicurezza di Microsoft Italia, Feliciano Intini, il quale precisa che gli attacchi che hanno sollevato tanto clamore nelle scorse settimane sono stati sì lanciati attraverso IE ma utilizzando la versione 6 installata su Windows XP.

Intini, dal suo blog, definisce le versioni dei software utilizzati "paleolitiche". Attualmente Microsoft propone browser e sistema operativo due versioni più avanti rispetto ad Internet Explorer 6 e Windows XP, dunque quella di non aggiornare i propri software di certo non sarebbe una una "best practice" da parte delle aziende colpite. Il portavoce di Microsoft afferma, infatti, che gli utenti con Internet Explorer 8 al momento non sono soggetti ad alcun tipo di attacco conosciuto seppure la sua azienda aveva detto, pochi giorni prima, che a soffrire della stessa vulnerabilità sono tutte e tre le ultime versioni maggiori di IE.

In aggiunta, sul blog ufficiale di Microsoft Italia, Intini e Luca Colombo, direttore del Marketing Office di Microsoft Italia hanno pubblicato un video nel quale ribadiscono come Internet Explorer 8 permetta di evitare i pericoli di cui si sta tanto parlando in questi giorni.




Ma nonostante tutte le rassicurazioni che arrivano dalla casa di Redmond in maniera più o meno diretta, dopo la Germania anche la Francia ora avverte dei bassi livelli di sicurezza garantiti da IE nella navigazione web. I cugini transalpini, parlando dal Centre d´Expertise Gouvernemental de Réponse et de Traitement des Attaques Informatiques, pongono comunque l´accento sull´accoppiata letale IE6 + XP mentre Microsoft prepara il suo codice tappabuchi che forse arriverà prima del patch-day del 9 Febbraio.
fonte lunedì, 18 gennaio 2010, Dino Fratelli

sabato 9 gennaio 2010

svelato algoritmo sicurezza telefoni gsm a rischio intercettazione

A rischio la sicurezza dei cellulari? Probabilmente no, anche se il ventottennne ingegnere tedesco Karsten Nohl ha ‘craccato’ l’algoritmo di cifratura usato dal sistema Gsm per le chiamate cellulari.
Il Gsm, acronimo di Global System for Mobile communications, è lo standard più comunemente adottato sui cellulari di tutto il mondo ed è utilizzato da circa 3 miliardi di utenti sparsi in oltre 200 Paesi in Europa, Africa, Asia, Nuova Zelanda, Australia, America e Canada. In Italia il 100 per cento dei cellulari è su rete Gsm.

L’annuncio è stato dato durante il Chaos Communications Congress di Berlino. Non era la prima volta che l’algoritmo crittografico a 64 bit, il vetusto e oramai molto poco utilizzato A5/1, veniva de-criptato.
Ci ha messo solo cinque mesi per trovare il punto debole del codice Gsm, solo perché il sistema che aveva già permesso la violazione in precedenza, noto al 1996, non era mai stato pubblicato.
Ora lo sprovveduto ingegnere tedesco ha permesso, con la sua dettagliata dimostrazione che con il suo sistema di decifrazione è questione di pochi minuti l’intercettazione delle comunicazioni Gsm che fino a poco tempo fa sembravano appannaggio solo delle agenzie governative.

Nel dimostrare la ‘falla’ ha inconsapevolmente violato alcune delle discipline legislative in materia d’intercettazioni telefoniche. Nohl dice di averlo fatto per mostrare a tutti quanto sia facile violare la privacy delle telefonate e quindi per spingere gli operatori a correre ai ripari. La buona parte dei maggiori gestori Gsm utilizza già da tempo una crittografia a 128 bit, l’ A5/3, evoluzione di quella a 64 bit.
C’è da dire che l’intercettazione funzionerebbe solo in certe condizioni, come essere nel raggio di pochissimi chilometri dalla persona da intercettare ed avere come gestore telefonico un piccolo provider, proliferati in Italia dopo la liberalizzazione determinata dall’approvazione del decreto Bersani.

Rassicurazioni che comunque non hanno convinto molti esperti: “Le aziende”, ha detto San Schatt, analista di Abi Research, la società di intelligence specializzata in connettività globale e nelle tecnologie emergenti, “dovrebbero prendere questo pericolo sul serio e aumentare entro sei mesi le protezioni delle loro chiamate al cellulare”.

In conclusione, la tecnologia necessaria, anche se a basso costo, non è facilmente accessibile se non si è esperti ingegneri elettronici. A questo si deve aggiungere che i maggiori operatori telefonici mondiali stanno via via spostando le telefonate dalla rete gsm a quella umts, oramai utilizzata per il 90 per cento.

Opinione comune è che questa dimostrazione non farà che aumentare la richiesta di software a protezione dei dati in uscita dai nostri cellulari, con gran giubilo delle società che vivono proprio grazie alla paura che si possa essere facilmente intercettati.

Livio Cotrozzi

svelato codice sicurezza cellulari spia gsm

A rischio la sicurezza dei cellulari? Probabilmente no, anche se il ventottennne ingegnere tedesco Karsten Nohl ha ‘craccato’ l’algoritmo di cifratura usato dal sistema Gsm per le chiamate cellulari.
Il Gsm, acronimo di Global System for Mobile communications, è lo standard più comunemente adottato sui cellulari di tutto il mondo ed è utilizzato da circa 3 miliardi di utenti sparsi in oltre 200 Paesi in Europa, Africa, Asia, Nuova Zelanda, Australia, America e Canada. In Italia il 100 per cento dei cellulari è su rete Gsm.

L’annuncio è stato dato durante il Chaos Communications Congress di Berlino. Non era la prima volta che l’algoritmo crittografico a 64 bit, il vetusto e oramai molto poco utilizzato A5/1, veniva de-criptato.
Ci ha messo solo cinque mesi per trovare il punto debole del codice Gsm, solo perché il sistema che aveva già permesso la violazione in precedenza, noto al 1996, non era mai stato pubblicato.
Ora lo sprovveduto ingegnere tedesco ha permesso, con la sua dettagliata dimostrazione che con il suo sistema di decifrazione è questione di pochi minuti l’intercettazione delle comunicazioni Gsm che fino a poco tempo fa sembravano appannaggio solo delle agenzie governative.

Nel dimostrare la ‘falla’ ha inconsapevolmente violato alcune delle discipline legislative in materia d’intercettazioni telefoniche. Nohl dice di averlo fatto per mostrare a tutti quanto sia facile violare la privacy delle telefonate e quindi per spingere gli operatori a correre ai ripari. La buona parte dei maggiori gestori Gsm utilizza già da tempo una crittografia a 128 bit, l’ A5/3, evoluzione di quella a 64 bit.
C’è da dire che l’intercettazione funzionerebbe solo in certe condizioni, come essere nel raggio di pochissimi chilometri dalla persona da intercettare ed avere come gestore telefonico un piccolo provider, proliferati in Italia dopo la liberalizzazione determinata dall’approvazione del decreto Bersani.

Rassicurazioni che comunque non hanno convinto molti esperti: “Le aziende”, ha detto San Schatt, analista di Abi Research, la società di intelligence specializzata in connettività globale e nelle tecnologie emergenti, “dovrebbero prendere questo pericolo sul serio e aumentare entro sei mesi le protezioni delle loro chiamate al cellulare”.

In conclusione, la tecnologia necessaria, anche se a basso costo, non è facilmente accessibile se non si è esperti ingegneri elettronici. A questo si deve aggiungere che i maggiori operatori telefonici mondiali stanno via via spostando le telefonate dalla rete gsm a quella umts, oramai utilizzata per il 90 per cento.

Opinione comune è che questa dimostrazione non farà che aumentare la richiesta di software a protezione dei dati in uscita dai nostri cellulari, con gran giubilo delle società che vivono proprio grazie alla paura che si possa essere facilmente intercettati.

Livio Cotrozzi

venerdì 8 gennaio 2010

luci rosse nei cilei di livorno alieni ufo o tradizione cinese

oggi venerdi 8 gennaio verso sera strane luci nel cilo di livorno direzione mare, le luci circa un centianio volavano dal basso verso l'alto per poi sparire improvvisamente, il fenomeno dovrebbe essere di natura terrestre , dovrebb trattarsi di una tradizione cinese, o altra natura. stesso fatto accaduto in forma ridotta a parma con solo 4 luci rosse,

domenica 13 dicembre 2009

BERLUSCONI: DI PIETRO, CONTRO VIOLENZA MA LUI ISTIGA

(AGI) - Roma, 13 dic. - Il presidente di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, condanna l'aggressione a Silvio Berlusconi ma afferma che il premier "con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza". "L'aggressione nei confronti di Berlusconi e' un gesto inconsulto e sconsiderato che noi dell'Italia dei Valori deploriamo e condanniamo fermamente" - dichiara Di Pietro -. "Ma questo non puo' e non deve giustificare e legittimare il totale abbandono nel quale il Governo ha lasciato le fasce sociali piu' deboli - prosegue l'esonente di Idv - i lavoratori che hanno perso il lavoro e tutti coloro che non arrivano alla fine del mese. Io - agiunge Di Pietro - condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese.
Gia' nei giorni scorsi ho segnalato l'esasperazione che ho avuto modo di notare nelle piazze - conclude Di Pietro - durante le manifestazioni. E ho lanciato l'allarme che il menefreghismo del Governo, prima o poi, avrebbe rischiato di procurare reazioni negative". (AGI) Noc 132058 DIC 09 Noc

Il premier italiano Silvio Berlusconi aggredito , da un uomo di 42 anni


Il premier stava tornando verso la macchina dopo il comizio per il tesseramento
In ospedale è stato sottoposto ad una tac. Starà in osservazione fino a domaniBerlusconi aggredito in piazza Duomo
fermato un uomo con problemi mentaliIl presidente del Consiglio: "Sono ancora qui, non mi fermeranno"

MILANO - Un colpo al volto. Un viso insanguinato che le televisioni immortalano. E' appena finto il comizio in piazza Duomo. Silvio Berlusconi ha lanciato il tesseramento del Pdl, attaccato i giudici e avuto un battibecco con alcuni contestatori. Tra gli applausi il premier si avvia verso la sua macchina. Cammina tra due ali di folla dei sostenitori del Pdl. Stringe mani e firma autografi. L'atmosfera è rilassata. Il battibecco avuto dal palco è dimenticato. Poi, all'improvviso, un uomo lo colpisce al volto. Il premier barcolla e il viso si riempie di sangue. Sono momenti drammatici. La scorta prende il Cavaliere e lo trascina nell'auto blindata. L'aggressore, Massimo Tartaglia di 42 anni, resta come pietrificato. Contro di lui si scatena la rabbia dei manifestanti, gli agenti lo prendono e lo trascinano via. "Ho corso con gli agenti di polizia per allontanare l'aggressore, che rischiava un possibile linciaggio" commenta il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla. Un cenno della mano per dire "sto bene".

Sono momenti di grande concitazione. Le prime ricostruzioni parlano di un pugno al volto, poi si capirà meglio che il premier potrebbe essere stato colpito da una statuetta di ferro lanciata da distanza ravvicinata. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato.

Tartaglia viene portato in Questura. Non è un'attivista politico, la Digos non lo conosce e si viene a sapere che è in cura da 10 anni per problemi mentali. Berlusconi, invece, va al San Raffaele dove i medici parlano di un'abrasione al labbro inferiore. "Sta bene - dicono i fedelissimi del Cavaliere - aveva una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente".

Poi arrivano notizie più certe che parlano di una perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna, una infrazione al naso e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una Tac precauzionale e sarà in prognosi per 15 giorni. Ed è lo stesso premier a tranquillizzare, nuovamente, chi gli è intorno: "Sto bene, sto bene" dice mentre viene portato fuori dal Pronto Soccorso per essere trasferito in una stanza di ospedale. Comunque Berlusconi, riferisce chi gli ha fatto visita, si è detto "amareggiato" per "questa campagna di odio nei miei confronti. Questo è il frutto - ha spiegato - di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...". Berlusconi a tutti ha ripetuto di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. "Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni". Al di là dell'amarezza, il Cavaliere ha sottolineato di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. "Sono ancora qui e non mi fermeranno"

venerdì 11 dicembre 2009

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Microspie e localizzatori: le diavolerie alla 007 ora si costruiscono qui
il Tirreno — 04 dicembre 2009 pagina 05 sezione: LIVORNO

LIVORNO. Il caso del video del colonnello Crisostomi riporta in evidenza la questione della sorveglianza elettronica e delle videoriprese nascoste: ebbene, uno dei maggiori costruttori italiani del settore è livornese. E’ la ditta “Aniello Microspie”, in viale Risorgimento 56. Pacchetti di sigarette che nascondono una telecamera, localizzatori magnetici che si attaccano alle auto, microspie in orologi da muro, radiosveglie e persino cravatte, altre microspie di un paio di centimetri capaci di stare “in sonno” per mesi e mettersi in funzione non appena qualcuno parla nella stanza. Entrare da “Aniello Microspie” fa l’impressione di visitare il laboratorio di “Q”, il fornitore di diavolerie elettroniche di 007, ma il titolare, Aniello Longino, 34 anni, napoletano trapiantato a Livorno, avverte: «Attenti, ormai la realtà ha superato la fantascienza». Longino (che per ovvii motivi professionali preferisce non essere fotografato) vive da 10 anni qui dopo aver sposato la signora Daniela, che gli ha dato due figli e lo aiuta a condurre la ditta. Grande appassionato di elettronica, col rimpianto di aver mancato per pochi esami la laurea in ingegneria elettronica, Longino ammette che l’ispirazione per il suo lavoro gli venne da ragazzino, proprio dai film e telefilm di spionaggio: «Ero curioso di vedere se quelle cose fossero possibili e così ho iniziato a costruirne anch’io trafficando in cucina - spiega - poi divenni consulente di alcune agenzie investigative e finalmente costruii la mia prima microspia, che venne nascosta nel tacco di una scarpe funzionò alla grande». Da allora Aniello Longino ha bruciato le tappe: ora è uno dei leader del settore in Italia, con negozi a Milano, Roma, Napoli e Palermo, e, oltre che agli investigatori privati, vende e noleggia materiale altamente specializzato a forze dell’ordine e magistratura. Inoltre la ditta livornese fornisce anche alcune tv nazionali, che usano le sue apparecchiature per i servizi giornalistici con telecamere nascoste. «Noi progettiamo e realizziamo apparecchiature professionali - spiega Longino - cose che certo costano più di quelle made in Cina, ma che danno altre garanzie e risultati. E - continua - abbiamo la soddisfazione di venderle anche in Inghilterra e negli Stati Uniti». Longino sottolinea che le apparecchiature trattate dalla sua ditta si dividono in due categorie, quelle di libera vendita, che chiunque può utilizzare, e quelle vere e proprie da intercettazione, come microfono laser e valigette che si inseriscono nei ponti radio dei cellulari, riservate a magistratura e forze dell’ordine. Nelle apparecchiature di libera vendita c’è da sbizzarrirsi, sia come apparecchi che registrano e riprendono, o che localizzano un veicolo. Il tutto collegandosi non più ad una radio, ma ad un semplice telefono cellulare. Ci sono anche apparecchi che servono a difendersi dai ladri, come una telecamera robot che costa 600 euro e che si può dirigere con il cellulare, controllando a distanza cosa succede in casa mentre siamo assenti.

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e in oltre possibile oltre che a localizzare anche ascoltare infatti all interno delle scarpe trova posto un microfono ad altissima sensibilita'. prodotto in vendita in toscana dalla ditta Aniello microspie eletronic spy shop toscana sede di livorno

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Le prime mille paia vendute sul Web sono andate a ruba. Tra un mese saranno definitivamente in commercio

WASHINGTON - I primi mille esemplari venduti online sono andati a ruba. Molti i pro e molti anche i contro. C'è chi dice che serà più facile rintracciare persone scomparse. Altri vedono limitare ulteriormente la propria libertà d'azione. Per ora quel chip che contiene il Global Positioning System sta entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana.

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All interno della scarpa e occultato un rilevatore gps che invia la posizione permettensdo di localizzare

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venerdì 4 settembre 2009

Microspie vendita di microspie on line

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venerdì 17 luglio 2009

Dal marketing a Facebook, l'attività 2008 del Garante della privacy

ROMA (2 luglio) - Oltre 520 provvedimenti collegiali adottati, 321 ricorsi, 1058 quesiti a cui si è dato risposta, 21 pareri resi al governo e al Parlamento. Sono alcune delle cifre presentate dal presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nel corso della esposizione della attività 2008 al Senato.

I provvedimenti collegiali sono stati 524. Un incremento rilevante si è registrato nelle «risposte a segnalazioni e reclami», passate dalle 3.078 nel 2007 alle 5252 del 2008. In particolare i provvedimenti hanno riguardato i settori della telefonia, della sanità, del credito al consumo, internet, giornalismo, videosorveglianza, pubblicità indesiderata.

Nel 2008 i ricorsi presentati sono stati 321, un dato stabili rispetto al 2007, la maggioranza dei quali relativi a banche e finanziarie, datori di lavori pubblici e privati, amministrazioni pubbliche.

Il Garante ha dato risposta a 1058 quesiti posti da soggetti pubblici e privati, in maggioranza riguardanti sanità, trasparenza amministrativa, videosorveglianza, fascicoli personali dei dipendenti.

Il Collegio ha reso 21 pareri al governo e al Parlamento, in materia di banche dati e di informatizzazione della pubblica amministrazione, attività di polizia, giustizia, banche e imprese. 500 le ispezioni effettuate nel corso del 2008, un dato che fa registrare una progressione costante. I controlli, si sottolinea nella relazione hanno riguardato diversi settori, in particolare i sistemi di videosorveglianza, gli istituti di credito, l'amministrazione finanziaria, gli operatori telefonici e le cliniche private.

Sono aumentate del 30% le violazioni amministrative contestate che hanno raggiunto la cifra di 338. Una parte consistente di queste violazioni ha riguardato le attività promozionali indesiderate o l'attivazione di servizi non richiesti tramite call center. I proventi riscossi a titolo di pagamento delle sanzioni sono passati dagli 814.625 euro del 2007 a 1.062.000 euro nel 2008. Oltre 335.000 euro sono stati pagati per estinguere il reato in materia di misure di sicurezza.

Sul fronte dell'attività di relazione con il pubblico l'Urp del Garante ha fatto registrarecirca 40.000 contatti, con quasi 20.000 e mail trattate nel corso dell'anno.

Nella relazione si sottolinea l'approvazione di importanti linee guida, in particolare, riguardo all'attività dei periti e dei consulenti dei magistrati, l'attività degli amministratori di sistema, le sperimentazioni cliniche dei farmaci, il fascicolo sanitario elettronico.

Il Garante ha adottato anche alcuni provvedimenti generali per specifici settori: in particolare, la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e telematico conservati a fini di giustizia; la 'rottamazione' sicura di pc e cellulari; la semplificazione per imprese e P.a. delle procedure per l'adozione delle misure di sicurezza; la semplificazione degli adempimenti in caso di fusioni e scissioni societarie. Inoltre, è stato varato il Codice di deontologia per le investigazioni difensive, che fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati.

Sul fronte delle telecomunicazioni gli interventi hanno riguardato la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, misure di sicurezza per le intercettazioni, bollette telefoniche con ultime tre cifre in chiaro. Interventi anche nell'ambito del giornalismo e dell'informazione, in particolare, riguardo alle cronache giudiziarie, tutela dei minori e delle vittime di violenza, notizie su minori adottati, dati sullo stato di salute e sulle vita sessuale, archivi giornalistici on line.

Per quanto riguarda le attività di marketing il Garante è intervenuto in ambito di telefonate indesiderate e call center, attivazione di servizi non richiesti, 'profilazione' a fini commerciali di utenti e clienti, 'carte di fedeltà' della grande distribuzione.

Nell'ambito della publica amminsitrazione il Garante è invece intervenuto in materia di misure di sicurezza per l'Anagrafe tributaria, accertamenti fiscali, trasparenza degli emolumenti pubblici, interconnessione e sicurezza delle banche dati, redditi on line.

Interventi anche sul fronte della sanità, del lavoro, di giustizia e polizia (con particolare riguardo alle misure di sicurezza per gli uffici giudiziari, banche dati dna, ced del Dipartimenti di pubblica sicurezza, periti e consulenti dei giudici, censimento dei nomadi), nuove tecnologie (intervento relativo a Google street view e servizi satellitari, geolocalizzazione, software spia applicabili ai cellulari), scuole e università, vita sociale, sistema impresa.

Sul fronte di internet gli interventi più rilevanti del Garante hanno riguardato Facebook e i social network, i motori di ricerca, l'illegittima conservazione dei dati sulla navigazione in rete, la condivisione di files musicali.

Infine nell'ambito del sistema bancario, finanziario e assicurativo, gli interventi più significativi hanno riguardato la semplificazione degli adempimenti per i sistemi di informazione commerciale, l'accesso e utilizzo ai dati dei clienti delle banche, le misure di protezione, i sistemi antifrodi.

Nella relazione trova spazio anche un capitolo dedicato alla attività internazionale. «Importante» viene definitiva l'attività del Garante nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione europee (WP29) in particolare riguardo ai sistemi Rfid, gli standardi antidoping, la tutela dei minori, le comunicazioni elettroniche, le regole vincolanti di impresa, i dati dei passeggeri aerei. Attività intensa anche nell'ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e nel WPPJ, il Gruppo di lavoro istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della giustizia, che ha visto riconfermato per altri due anni il ruolo di presidenza al Garante italiano.

fonte mesagerro.it

Le accuse alla Nokia al servizio del Vevak, le spie di Khamenei e Ahmadinejad

L’opposizione boicotta Nokia e Siemens che avrebbero dotato i servizi segreti di strumenti di controllo dei telefoni. La potente organizzazione spionistica commina direttamente torture e decapitazioni. Ed è alleata con i pasdaran e i bassij per sconfiggere ogni sussulto democratico.


Teheran (AsiaNews) - L’opposizione contro Ahmadinejad ha usato mezzi elettronici per organizzare e moltiplicare le proteste di un mese fa. La prima reazione del regime è stata di scatenare contro di loro i “volontari della rivoluzione”, la brutalità dei bassij. Ma dietro le milizie armate esiste anche il “Vevak”, i servizi segreti interni. Essi dipendono dal cosiddetto “Ministero dell’Informazione”, con un personale stimato sui 20 mila agenti. Questo strumento è a disposizione del presidente e della guida suprema Alì Khamenei, in altre parole alla “linea dura” del regime. Un tempo, quando Rafsanjani era presidente, egli aveva usato il Vevak per una politica di “terrorismo di Stato” a grande livello, minacciando e alcune volte uccidendo opponenti iraniani anche in paesi occidentali. Yves Bonnet, ex direttore della DST (servizi anti-spionaggio francesi), parla di 33 mila esecuzioni commesse in due mesi nel 1988 su ordine di Khomeiny, e ricorda che in alcuni Stati, come il Canada, il Vevak è considerato una “organizzazione terrorista”[1].

Oggi, il Vevak continua a disporre di proprie prigioni e commina direttamente tortura e decapitazioni. Il Vevak lascia la strada al controllo di Pasdaran e ai Bassij; i suoi ambiti sono invece lo spionaggio degli iraniani e la propaganda. Entrambi sono molto usati in questi tempi per bloccare il movimento riformista e democratico.

In questi giorni si è diffusa la notizia che Nokia e Siemens, due compagnie europee che producono telefoni cellulari e le commercializzano in Iran (soprattutto Nokia), avrebbero venduto alle autorità iraniane sofisticate tecnologie di sorveglianza. La diffusione di quest’informazione ha provocato un boicottaggio dei prodotti Nokia in Iran. Negli anni passati, alcuni appelli al boicottaggio di firme “anti-islamiche” e “sioniste” erano stati provocati o sostenuti da compagnie straniere concorrente. Ma questa volta si tratta di un’operazione di propaganda molto utile al Vevak. Nella presente crisi economica, quanti iraniani possono comprare un altro telefonino? Preferiranno piuttosto astenersi dall’uso e non invieranno messaggi troppo pericolosi.

Ciò non significa che la notizia è falsa. Da anni, a Teheran, nelle riunioni “sensibili” di alto livello - commerciale, giornalistico o politico - è uso lasciare il telefonino all’ingresso o in una stanza separata. Si sa infatti che il Vevak potrebbe usare qualsiasi telefonino in “standby” come microfono. Questo è però spionaggio ad alto livello. Ma per attuare pratiche contro quasi tutti i cittadini serve la sorveglianza degli sms: a Teheran, chi non ha mai ricevuto e inoltrato una barzelletta contro il clero o contro Ahmadinejad? La paura di essere accusati provoca l’autocensura da parte di molti. Misure come il blocco delle comunicazioni - altro mezzo tecnico usato dal Vevak durante questo periodo critico - serve a indebolire l’opposizione, ma anche ad accreditare l’idea di uno Stato onnipresente, onnipotente.

Per manipolare l’opinione, il Vevak usa anche altri strumenti. Crea istituzioni di carità ad es. per le vittime in Irak o in Libano, mettendo in luce la bontà dell’Iran e la malvagità dell’Occidente[2]. Un mezzo speciale per manipolare l’opinione pubblica è l’invito di personalità occidentali in viaggi organizzati dal Vevak: le belle cose sull’Iran che diranno poi su Cnn o sulla Bbc serviranno non tanto a convincere l’Occidente ad adottare un regime di “Repubblica islamica”, ma piuttosto a convincere i moltissimi uditori iraniani che in fondo, nel loro Paese non va così male.

In 30 anni d’esistenza, il regime iraniano ha imparato a mantenere il potere. Il Vevak gioca lo stesso ruolo che aveva la brutale Savak nel regime dello Scià. Una delle spiegazioni della caduta del regime dei Pahlavi è proprio il passaggio di responsabili ed agenti Savak al campo khomeinista. Oggi, una tale “migrazione” sembra assai improbabile, anche se Rafsanjani ha ancora contatti e reti parallele costituite anni fa in questi servizi ormai affidati ai suoi avversari politici.

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[1] BONNET Y., Vevak, Au service des ayatollahs, Paris, (Timée-Editions) 2009, 454 pagg.

[2] I cosiddetti danni collaterali nelle guerre in Iraq e in Afghanistan, o i discorsi provocatori di Bush Jr. o di Sharon sono stati utilissimi per demotivare l’opposizione in Iran.

fone asia news

jammere cellulari spiati da aereo spia roma G8 Aquila

Il telefonino squilla. Le tacche dell'antenna sono tutte lì, a dirvi che la potenza del segnale c'è. Eppure quando «sollevate» il ricevitore, insomma, quando premete il tasto verde per accettare la chiamata, nell'auricolare la voce gracchia, va e viene, scompare. Finché il segnale cade. Nel frattempo, senza che possiate accorgervene, sopTELEFONINI MUTI - L'imminenza dell'importante appuntamento internazionale, che vedrà gravare su Roma centinaia di delegazioni dirette al capoluogo abruzzese, avrebbe già portato nella Capitale le prime conseguenze in termini di disagi avvertiti dalla popolazione: i cellulari di centinaia di romani e turisti, da qualche giorno, funzionano «a singhiozzo». Problemi di connessione e comunicazione nei pressi di palazzo Grazioli; difficoltà in piazza Santi Apostoli; strani silenzi intorno a via Veneto (vicino all'ambasciata Usa); linee in crisi tra piazza Augusto Imperatore e piazza Barberini. Le tante chiamate ai gestori delle compagnie di telefonia mobile confermano il sospetto che in città siano già attivi i dispositivi «jammer»: apparecchi in grado di mettere a tacere i cellulari. Impianti di sicurezza fondamentali nella prevenzione di attentati: le autobomba possono essere innescate con un segnale Gsm, spiegano gli esperti di sicurezza. Ma alcuni esperti minimizzano: forse sono in corso test con i jammer, ma si tratta di apparecchi utilizzati solo al passaggio dei cortei ufficiali. Più che altro, insistono i più prudenti, si sta diffondendo la «psicosi da G8».
ra la vostra testa vola silenzioso un «drone», un aereo-spia: di quelli che l'Aeronautica Militare italiana ha acquistato dagli Stati Uniti e che già cominciano a volare su Roma e L'Aquila dalla base di Amendola (Foggia). Benvenuti nell'Italia del G8, che dall'8 al 10 luglio riunirà a L'Aquila i capi di Stato dei Paesi più influenti del mondo.
TELEFONINI MUTI - L'imminenza dell'importante appuntamento internazionale, che vedrà gravare su Roma centinaia di delegazioni dirette al capoluogo abruzzese, avrebbe già portato nella Capitale le prime conseguenze in termini di disagi avvertiti dalla popolazione: i cellulari di centinaia di romani e turisti, da qualche giorno, funzionano «a singhiozzo». Problemi di connessione e comunicazione nei pressi di palazzo Grazioli; difficoltà in piazza Santi Apostoli; strani silenzi intorno a via Veneto (vicino all'ambasciata Usa); linee in crisi tra piazza Augusto Imperatore e piazza Barberini. Le tante chiamate ai gestori delle compagnie di telefonia mobile confermano il sospetto che in città siano già attivi i dispositivi «jammer»: apparecchi in grado di mettere a tacere i cellulari. Impianti di sicurezza fondamentali nella prevenzione di attentati: le autobomba possono essere innescate con un segnale Gsm, spiegano gli esperti di sicurezza. Ma alcuni esperti minimizzano: forse sono in corso test con i jammer, ma si tratta di apparecchi utilizzati solo al passaggio dei cortei ufficiali. Più che altro, insistono i più prudenti, si sta diffondendo la «psicosi da G8».

OBAMA COME BUSH - Le misure di sicurezza attivate in vista del summit - e secondo indiscrezioni destinate a divenire più severe già dal 4 luglio - ricalcano quelle, durissime, adottate nel 2001 per il G8 di Genova. Per contenere le eventuali azioni di contestatori no-global a L'Aquila ma anche a Roma, sarebbero in via di attivazione apparecchiature speciali capaci di disabilitare temporaneamente i telefoni cellulari.
Come avvenuto nel giugno 2008, durante la visita dell'allora presidente Usa George Bush, nel centro della Capitale la prossima settimana potrebbe essere aumentato il raggio del «cono d' ombra», il dispositivo elettronico che isola le zone dove passerà Barak Obama: telefonini, gps e telecomandi saranno inutilizzabili. Durante i giorni del G8, Nocs e tiratori scelti seguiranno a distanza i movimenti del presidente statunitense, che a L'Aquila dovrebbe pernottare solo due giorni e che farà spesso base nella Capitale, probabilmente all'Ambasciata Usa. Blindati per l'occasione la stessa ambasciata in via Veneto e tutti gli altri uffici e residenze diplomatiche di rappresentanza.
Dopo le due notti a L’Aquila, Obama - ha reso noto la Casa Bianca - sarà a Roma per incontrare il presidente Giorgio Napolitano e il Papa. Si terrà molto probabilmente nella Capitale anche l'atteso incontro bilaterale fra il presidente degli Stati Uniti e il suo omologo cinese Hu Jintao, a margine del summit. Ospite del capo dello Stato Giorgio Napolitano, Hu Jintao arriverà in Italia domenica 5 luglio, a distanza di dieci anni dalla visita del suo predecessore Jiang Zemin, nel marzo del 1999.

STRETTA NEGLI AEROPORTI - Altri disagi riguardano chi viaggia. Sono già blindati gli aeroporti romani. Così come i varchi di frontiera navali. Lo stop al Trattato di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere scattati alla mezzanotte del 28 giugno si protrarranno fino al 15 luglio. A Fiumicino la Polaria ha rafforzato con sei postazioni il settore Arrivi Schengen e tre quello dei Transiti, dove affluiscono in media 100 mila viaggiatori al giorno.

STRETTA NEGLI AEROPORTI - Altri disagi riguardano chi viaggia. Sono già blindati gli aeroporti romani. Così come i varchi di frontiera navali. Lo stop al Trattato di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere scattati alla mezzanotte del 28 giugno si protrarranno fino al 15 luglio. A Fiumicino la Polaria ha rafforzato con sei postazioni il settore Arrivi Schengen e tre quello dei Transiti, dove affluiscono in media 100 mila viaggiatori al giorno.

CONTROLLO DEI CIELI - Dal primo luglio sono i controllori dell'Enav a gestire il traffico aereo nello scalo dell'Aquila in occasione delle giornate del G8. Questo avviene «dopo che Enav ha istallato nell'ultimo mese tutte le tecnologie necessarie per adeguare il piccolo aeroporto agli standard idonei all'occasione, in piena sinergia con la protezione civile». Tra controllori del traffico aereo, tecnici e personale di supporto sono una ventina «le persone che Enav distaccherà fino al 12 luglio per la gestione di un traffico aereo così particolare e concentrato in pochi giorni».
Tra i sistemi di assistenza al volo implementati da Enav per garantire regolarità e sicurezza, si annoverano: «le nuove radioassistenze per atterraggi strumentali; l'impianto delle luci di pista; il radar trasportabile (per la migliore operatività dei controllori del traffico aereo); il potenziamento di ogni tipo di comunicazione (per le frequenze VHF/UHF)».
Al fine di gestire al meglio il traffico nello spazio aereo interessato, «presso il Centro di Controllo d'Area di Roma (ACC) Enav ha provveduto a stabilire un coordinamento con la difesa aerea ed un coordinamento per la realizzazione di particolari corridoi aerei».

L'AEREO SPIA - Anche l'aereo-spia senza pilota Predator farà parte dell'imponente dispositivo di sicurezza aerea messo in campo dall'Aeronautica militare per il G8 dell'Aquila. Per questo sofisticato velivolo - un «drone» che ha già collezionato 2 mila ore di volo in Iraq e 3 mila in Afghanistan - è il primo impegno di questo tipo all'interno dei confini nazionali. Il Predator controllerà da altissima quota lo spazio aereo abruzzese - ma anche tutto quello della Capitale -, trasmettendo a terra ogni informazione utile per neutralizzare eventuali minacce, per contrastare le quali saranno mobilitati caccia e elicotteri. Il velivolo, che ha un'autonomia di 24 ore, sarà telecomandato direttamente dalla base di Amendola (Foggia), dove ha sede il 28/o gruppo del 32/o stormo dell'Aeronautica militare.

STRAORDINARI BLOCCATI - E' polemica, intanto, sugli straordinari bloccati per le forze dell'ordine italiane. Fa discutere la circolare inviata dal Dipartimento di Pubblica sicurezza a prefetti e questori in servizio per il G8 tesa ad evitare - o se non possibile a limitare al massimo - gli straordinari degli agenti per il periodo che va dal 3 al 16 luglio. «L’evento richiederà un massiccio impiego di forze di polizia - si legge nella lettera - a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica» ma andrà disciplinato «uniformemente il trattamento economico dovuto al personale impiegato nel quadro di tutte le manifestazioni connesse al G8». Si chiede dunque «un' ottima organizzazione» anche negli spostamenti (per non andare oltre l’orario di lavoro giornaliero) e turni regolari con cambi continui. Le limitazioni e il controllo degli straordinari potrebbero riguardare anche le polizie municipali e provinciali che opereranno a L’Aquila.

L.Za.

corriere della sera